La Pubblica Amministrazione deve assicurare la continuità dei propri servizi per garantire il corretto svolgimento della vita nel Paese, anche in presenza di eventi imprevisti ai quali si è, finora, fatto fronte, generalmente, ricorrendo a soluzioni di emergenza di tipo tradizionale (spostamento di personale tra uffici, attivazione di procedure manuali in sostituzione di quelle informatizzate temporaneamente sospese, ecc.).
La crescita progressiva dell’utilizzo delle tecnologie informatiche rende il problema della continuità dei servizi più complesso. Ormai la quasi totalità dei procedimenti amministrativi basa almeno una fase del proprio iter su sistemi e applicazioni informatiche. Pertanto, gli inconvenienti di natura tecnica possono portare all’interruzione totale dei servizi istituzionali anche per lunghi periodi, e non appare possibile annullare o mitigare gli effetti negativi di un’interruzione del funzionamento dei sistemi informatici esclusivamente con procedure manuali alternative e strumenti tradizionali.
Il tema della continuità operativa (l’espressione “continuità operativa” può essere considerata come la trasposizione italiana delle espressioni "disaster recovery" e "business continuity") riguarda l’insieme dei metodi e degli strumenti finalizzati ad assicurare la continuità dei servizi istituzionali anche in presenza di eventi indesiderati che possono causare il fermo prolungato dei sistemi informatici.
Si osserva che le soluzioni per garantire la continuità dei servizi non considerano soltanto le componenti tecnologiche utilizzate ma anche tutte le altre risorse (personale, impianti, ecc.). La continuità operativa considera i mezzi tecnici impiegati nei procedimenti amministrativi come strumenti per l’erogazione dei servizi ed estende la sua sfera di interesse alle tematiche più generali di natura organizzativa.